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Culminò con la buffonata mediatica di un sottosegretario (l’onorevole Francesca Martini) che in TV nell’ora di massimo ascolto fece finta di firmare un’ordinanza per vietare “i pericolosi additivi chimici” usati dai “cuochi molecolari”, novelli avvelenatori.

Alla fine il sequestro dei NAS riguardò poche centinaia di confezioni in tutta Italia, e per una banale questione di etichetta non conforme, non perché fossero “pericolosi” visto che, come abbiamo detto mille volte all’epoca, sono tutti prodotti regolarmente autorizzati all’uso alimentare nella UE. Massimo Bottura, lo Chef modenese dell’Osteria Francescana “massacrato” mediaticamente proprio dal primo servizio di Striscia la Notizia perché usava dell’innocua lecitina di soia nei suoi piatti, proprio poche settimane fa si è guadagnato la terza stella Michelin, uno dei riconoscimenti per meriti gastronomici più grandi che un cuoco possa ricevere.

E la firma dell’ordinanza in TV era una messinscena, perché l’ordinanza contro la “cucina molecolare” fu firmata (questa volta davvero) dal Ministro Fazio solo molti giorni dopo. L’importante è presentarsi come paladini del cittadino. E il “bollito non bollito” con l’aria di prezzemolo fatta con la lecitina continua ad essere un grande piatto. Chissà come mai ho il sospetto che non vedremo mai un servizio in prima serata di Striscia contro la Clementoni, produttrice di quella scatola e di molte altre Questo, più di mille parole, illustra l’evanescenza scientifica di quei servizi. Tra parentesi, l’ossessione verso gli additivi di Striscia la Notizia pare continui (e non hanno ancora capito che non esistono gli “additivi chimici” ma solo gli “additivi alimentari”).

I vari addensanti, gelificanti ed emulsionanti utilizzati ormai da vari Chef in tutto il mondo (ma stupidamente criminalizzati in Italia a causa di quei servizi), dopo un primo periodo di confusione e fermo necessario per capire esattamente che cosa avesse vietato di preciso l’ordinanza del Ministero della Salute, hanno continuato ad essere utilizzati, perché come avevo facilmente previsto in realtà l’ordinanza non li toccava. Ora pare dirigersi verso i cosiddetti “miglioratori” delle farine: sostanze utilizzate per migliorare, tra le altre cose, le caratteristiche delle farine da panificazione. E come un copione già visto, si mescolano aspetti sanitari con altri aspetti, quali la qualità delle farine utilizzate o l’abuso del consumo di carboidrati, in un gran minestrone in cui il consumatore fatica a raccapezzarsi.

L’ordinanza in ogni caso durava un anno e quindi nel frattempo è scaduta, come una mozzarella. Tra l’altro ancora una volta nella lista c’è la lecitina. E ancora una volta l’inchiesta non è diretta verso le industrie alimentari che usano le stesse sostanze (ad esempio i mono e digliceridi degli acidi grassi, usati come emulsionanti in moltissimi prodotti) ma verso i panificatori.

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